Auto senza pilota, droni per le consegne e taxi volanti: il caso Uber

Uber

È trascorso ormai un anno da quando su giornali e siti web abbiamo letto la notizia  che Uber, l’impresa del settore della Sharing Economy che ha rivoluzionato il modo di viaggiare nelle grandi città, ha deciso di investire nella mobilità aerea, mirando a creare un servizio taxi che si eleva da terra e crea delle nuove vie nel cielo. Il progetto, molto futuristico e altrettanto affascinante, è stato accolto con grande stupore e fermento, ma non sono mancate le critiche: a molti è parso più un modo per far notizia che una concreta via di sviluppo futuribile, tanto da domandarsi l’utilità di puntare in questa direzione. Trascorso un periodo ragionevole, e visti i risultati ottenuti, è tempo per un primo bilancio dell’iniziativa.

Al Web Summit 2017 nasce UberAir

La storia della mobilità urbana aerea nasce a Lisbona, al Web Summit 2017, quando Jeff Holden, capo del progetto UberAir, ha annunciato al mondo che l’azienda aveva iniziato la ricerca per la creazione di un servizio di taxi volanti senza pilota a bordo (controllati in remoto), dei droni in grado di spostarsi all’interno delle metropoli semplificando e velocizzando gli spostamenti dei passeggeri. L’accordo con la NASA, l’agenzia spaziale americana, e con numerose imprese specializzate nella progettazione e realizzazione di prodotti tecnologici di avanguardia, ha consentito di intraprendere una fase di sperimentazione volta a lanciare i primi voli dimostrativi entro il 2020 nelle città di Dallas e Los Angeles. L’obiettivo primario per l’impresa, come affermato da Holden, è infatti quello di farsi trovare pronti per le Olimpiadi che si terranno proprio a Los Angeles nel 2028, potendo valutare il funzionamento dei droni eVtol (acronimo di electric vertical take-off and landing) su un periodo temporale ampio. La partnership strategica con Sandstone Properties, che detiene numerosi snodi logistici nell’area di sperimentazione, è cruciale per la realizzazione dei cosiddetti Skyport, delle basi di atterraggio e decollo che consentono la fruizione del servizio. Risolti nei primi anni i problemi legati alla sicurezza, alla logistica, al rispetto ambientale e alle normative, è previsto che i primi voli commerciali saranno realizzati entro il 2023.

L’integrazione dei servizi di mobilità

UberAir è senza alcun dubbio un progetto estremamente ambizioso, che mira al superamento delle barriere agli spostamenti e ripensa radicalmente il concetto di mobilità urbana. Il successo di questo servizio, oltre che su un prezzo accessibile per i clienti e su un elevato livello di sicurezza durante i trasporti, dipenderà in larga parte dalla capacità di integrare gli spostamenti aerei con quelli su terra, per garantire una totale copertura delle destinazioni. Come riporta un articolo di Weird, è necessario che venga creato un UberAir Network, una piattaforma che consenta al cliente di selezionare il proprio punto di partenza e la propria destinazione e che gli invii i mezzi necessari per spostarsi da un luogo all’altro in tutta comodità e nel tempo più breve possibile. Gli Skyport dovranno pertanto divenire dei luoghi di interscambio, dove giungere con una auto Uber e ripartire con un drone, il tutto in maniera automatizzata e gestita dalla piattaforma.

Uber, tuttavia, non è l’unico player del settore: altri concorrenti hanno investito sulla mobilità verticale e sull’utilizzo di droni, come Airbus, che ha una visione più futuristica del progetto, in cui le auto sono droni senza pilota che si spostano nelle metropoli guidate dall’Intelligenza Artificiale, e arrivate agli interscambi vengono separate dalle ruote e diventano esse stesse dei taxi volanti, come riporta questo video.

Vedendo queste immagini, che ci fanno pensare a scenari da film che percepiamo ancora come lontani da quello in cui viviamo, in molti hanno storto la bocca ed hanno iniziato a dubitare della fattibilità dell’iniziativa. Non riusciamo ancora, forse, ad immedesimarci in un panorama fatto di auto volanti e droni, non sappiamo ancora come questi potranno cambiare le nostre vite. Ci sembrano talmente distanti che viene da chiedersi ‘a chi mai potrebbe interessare?’: non siamo noi che abbiamo chiesto ad Uber ed Airbus di metterci le ali. È un esempio di innovazione quasi totalmente technology push, guidata dalle opportunità che il progresso tecnico-scientifico ci ha messo a disposizione e che l’impresa ha saputo direzionare per cercare di ottenerne un tornaconto economico. Il consumatore in questo processo è passivo, accetta con stupore l’avanzare tecnologico e si domanda se mai veramente avrà accesso a servizi di questo genere.

Dalla progettazione alla pratica

Ma, come detto, è già trascorso un anno dall’annuncio di Holden ed è possibile valutare i primi risultati che Uber è riuscita a realizzare, così da capire se effettivamente il progetto UberAir stia davvero evolvendo o se sia destinato a rimanere un sogno ancora per un po’. Un primo grande traguardo raggiunto è sicuramente quello di aver svelato al mondo il prototipo dell’eVtol: il veicolo, totalmente elettrico e, almeno inizialmente, manovrato da un pilota, assomiglia molto ad un elicottero di medio-piccole dimensioni e dovrebbe consentire di ridurre sensibilmente i tempi di spostamento dei passeggeri, grazie alla sua capacità di raggiungere i 320 chilometri orari. Secondo le stime della società, che vengono riportate in un articolo di Repubblica.it, questo dovrebbe consentire di spostarsi da un capo all’altro di Los Angeles in poco meno di mezz’ora, contro una media di un’ora e mezzo per gli spostamenti su strada.

Uber, però, non si è limitata a mostrare che il potenziale esiste, ma anzi ha voluto rilanciare: da una parte ha esteso il campo di sperimentazione del progetto eVtol ad altre sei aree metropolitane, dall’altra ha diversificato il proprio business, investendo questa volta sempre su droni, ma di dimensioni più piccole, che consegneranno cibo a domicilio. Le nuove città che vedranno nascere i primi modelli di flying-taxi saranno Dubai, Parigi, Melbourne, Tokio e Rio de Janeiro, oltre alle tre metropoli indiane di Delhi, Mumbai e Bangalore (per ulteriori approfondimenti, vedi l’articolo di YourStory ). Tutte metropoli accomunate, ovviamente, da un intenso traffico automobilistico, che necessitano di ripensare il sistema dei trasporti, per consentire un più agevole spostamento delle persone e, soprattutto, per migliorare la qualità della vita nelle città, abbattendo i livelli di emissioni. Molto resta ancora da fare, lo sviluppo è solamente ad una fase iniziale, ma la via che Uber ha intrapreso con decisione sembra portare i primi frutti.

Uber Eats consegnerà cibo a domicilio con il drone

L’altra svolta intrapresa nell’ultimo anno, e che potrebbe essere una chiave per il successo nel breve termine dell’impresa, è stata quella di avviare le ricerche per realizzare la consegna di cibo a domicilio utilizzando dei droni, all’interno del già collaudato sistema di consegne di Uber Eats. Come si legge in questo articolo, quello del delivery è un mercato strategico, che vede la concorrenza di molte imprese di grandi dimensioni, come Amazon, Google e Walmart, e che a loro volta hanno già intrapreso lo sviluppo di prodotti analoghi. Il vantaggio che Uber potrebbe sfruttare, rispetto ai concorrenti, è quello di disporre di numerosi Skyport all’interno delle città, che consentirebbe di abbattere i costi in modo significativo, integrando lo spostamento delle merci con quello delle persone. Applicare questo tipo di consegne al settore del cibo, inoltre, potrebbe generare un giusto mix tra sviluppo tecnologico e domanda da parte dei clienti, determinandone il successo sul mercato. È per questo motivo che le attese verso Uber Eats sono molto elevate e i manager si sono posti l’obiettivo ambizioso di implementare il servizio entro il 2021, anche in chiave di una futura quotazione in borsa dell’azienda.

Uber ha intrapreso un piano di sviluppo mirato, coerente e futuribile, incentrato su una mobilità verticale e sulla centralità dello sviluppo tecnologico. Tutto questo prende il nome di Uber Elevate, e il futuro che poteva apparire così lontano si sta velocemente avvicinando.

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Sono un appassionato di fotografia, un viaggiatore, un amante della buona cucina, uno sportivo che non ha mai sfondato.
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