Facebook: come utilizzarlo per essere più felici

Felici su Facebook

Come può l’uso di Facebook influenzare il livello di felicità delle persone? I vari utilizzi del social, il tempo trascorso quotidianamente sulla piattaforma oppure il numero di amici posseduti possono realmente avere un impatto sulla felicità degli utenti?

Facebook, nonostante i recenti avvenimenti che lo hanno posto al centro dell’attenzione (ci riferiamo allo scandalo Cambidge Analytica), rimane indiscutibilmente uno dei social network maggiormente utilizzati nel nostro paese, con oltre 30 milioni di utenti attivi al mese ed il 60% della popolazione italiana che ne fa uso.

La ricerca

Uno studio condotto su un campione di 461 studenti appartenenti a varie università italiane ha offerto numerosi spunti di riflessione. Esso si è posto l’obiettivo di determinare se ed in che modo l’utilizzo del social network potesse influenzare il livello di felicità delle persone. La ricerca si è concentrata su tre diversi fattori in particolare: il tempo trascorso quotidianamente sul social, il tipo di utilizzo che ne viene fatto ed infine il numero di amici posseduti da un utente.

Attraverso un questionario online è stato misurato il livello di felicità, benessere e soddisfazione delle persone, la frequenza con la quale esse svolgevano determinate attività all’interno del social, nonché il tempo speso quotidianamente su di esso ed il numero di amici posseduti. Tali elementi sono stati poi analizzati mediante modelli statistici quali regressione lineare multipla, analisi della varianza, t-test ed analisi delle correlazioni.

Cosa fare allora per essere più felici su Facebook?

I dati emersi offrono numerosi spunti sul modo in cui sarebbe opportuno utilizzare il social network per sentirsi più felici, ponendo anche attenzione su cosa potrebbe condurre a risultati opposti.

Alcuni utilizzi sono apparsi come determinanti nell’arrecare un maggior livello di felicità negli utenti: questi riguardano principalmente le attività fotografiche, di pubblicazione e commento alle foto, così come di gestione delle impressioni fotografiche all’interno del proprio profilo (ad esempio dare importanza al fatto che i propri album fotografici diano un’immagine positiva di noi stessi). Sulla stessa onda anche l’attività di creazione di gruppi ed interazione con i relativi componenti è in grado di apportare benefici agli utenti. Infine, postare foto che ci ritraggono con i nostri familiari, così come visitare i profili Facebook di questi, è anch’essa un’attività positivamente correlata alla felicità.

Esistono però anche alcune funzioni che sembrano inficiare negativamente sugli utenti. Ricercare continuamente informazioni sugli altri, a proposito ad esempio del loro background educativo, della loro professione, dei loro interessi o ancora della loro situazione sentimentale, è un’attività che non offre benefici in termini di felicità ma che, anzi, genera su di essa un’influenza negativa. Lo stesso può dirsi anche per la semplice attività di lettura di profili altrui o degli album fotografici: il rischio è quello di generare sentimenti di invidia e gelosia, che determinino una diminuzione del livello di felicità. Infine, anche un’eccessiva frequenza di scambio di messaggi privati con altri profili sembra provocare effetti analoghi.

Un altro fattore determinante è senza dubbio il tempo speso quotidianamente sul social. Iniziamo col dire che utilizzare Facebook rende maggiormente felici rispetto al non utilizzo; è importante però capire quanto tempo dovrebbe essere utilizzato per averne i benefici maggiori. Non è sempre vero, infatti, che un maggior utilizzo corrisponde ad un maggior livello di felicità. In riferimento allo studio condotto, i dati hanno evidenziato come l’utilizzo giornaliero ottimale sia quello che va dai 10 ai 30 minuti, range di tempo che è apparso in grado di arrecare il maggior benessere nei soggetti intervistati. Ma cosa accade se in realtà Facebook viene utilizzato molto più a lungo nell’arco della giornata? Ricordando che il campione intervistato corrisponde a giovani studenti e che quindi in queste analisi non sono da considerare coloro i quali utilizzano il social per motivi professionali, si può indicare come un utilizzo eccessivo del social non sembri giovare agli utenti. Effettivamente, le categorie temporali “da 2 ore a 3 ore” e “più di 3 ore” sono apparse come quelle in grado di predire negativamente il livello di felicità, benessere e soddisfazione dei soggetti. Ecco quindi che un utilizzo del social spropositato può realmente inficiare sulla vostra felicità. Attenti a non esagerare!

Infine, è stato verificato se il numero di amici posseduti all’interno del social, per molti elemento di fondamentale importanza, potesse anch’esso determinare la felicità degli utenti. Facebook, in qualità di social network, ha tra i suoi obiettivi quello di creare relazioni tra varie persone, indipendentemente dal fatto che queste siano realmente amiche nella vita reale (le cosiddette amicizie virtuali). Basta guardare al numero di amici che ognuno di noi possiede all’interno del social, per accorgersi di come solo una percentuale minima di questi interagisca veramente con noi nella vita reale. Ma quanti amici dovremmo possedere nella nostra rete di Facebook per essere più felici?

Generalmente si può dire che ad un numero maggiore di amicizie virtuali corrisponde un maggior livello di felicità, ma non sempre è così. Sicuramente, possedere molti amici virtuali è motivo di vanto e soddisfazione per la maggior parte delle persone, ma questo deve fare i conti con il numero di amici posseduti nella vita reale. I risultati dello studio, peraltro, hanno evidenziato come il numero di amici che corrisponde ad un più alto livello di benessere è quello compreso nel range 1001-3000; un numero inferiore arrecherebbe un minor livello di felicità, così come un numero eccessivo non gioverebbe allo stesso modo agli utenti. Si tratta quindi di trovare il giusto equilibrio tra gli amici “reali” e quelli “virtuali”.

 

Lorenzo Giusti

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