Nintendo Labo, tra passato e presente

Nintendo Labo

Nintendo, uno dei maggiori player mondiali nel settore delle console per videogiochi, è una azienda che si sta dimostrando particolarmente intelligente nel saper intercettare la domanda di una fascia di utenti che si dimostrano nostalgici verso i giochi di una volta. In un precedente articolo abbiamo trattato come sia stato proficuo andare a coniugare le nuove tecnologie video-ludiche odierne con giochi e piattaforme del passato, come il NES o i Pokémon. Scatenare i ricordi dei ragazzi e delle ragazze si è rivelata una scelta vincente per il colosso giapponese, che ha recentemente deciso di progredire ulteriormente su questa strada, lanciando un nuovo prodotto che rompe quasi totalmente con il concetto di videogame come lo conosciamo, valorizzando degli aspetti che si rifanno ai giochi di una volta: stiamo parlando di Nintendo Labo, un curioso mix di cartone e controller wireless che coinvolge il giocatore in una duplice direzione.

Labo è stato lanciato sul mercato lo scorso 20 Aprile negli Stati Uniti e in Asia ed il 27 Aprile in Europa. Un successo immediato, con oltre 90.000 kit venduti nei primi giorni di vita del prodotto e circa 150.000 in totale ad oggi. Il gioco è uscito in due versioni, una basilare al prezzo di 65€ ed una ‘robot’ al prezzo di 80€. Nonostante l’uscita contemporanea di titoli di punta del settore videoludico come God of War, il prodotto di casa Nintendo è stato di gran lunga il più venduto a livello mondiale, con incassi record per un articolo così particolare.

In cosa consiste Labo?

Si tratta di un kit di elementi in cartone che devono essere montati seguendo delle istruzioni, come fosse un modellino, che si integra ed interagisce con Nintendo Switch, la console per videogiochi portatile lanciata dall’azienda ad inizio 2017. Un cuore altamente tecnologico, che permette una esperienza di gioco al passo coi tempi, ed una armatura in cartone, che riporta alla mente i giochi di un tempo, la voglia di costruire, il suono dei pezzi che si incastrano, il poter toccare con mano ciò che stiamo utilizzando e non vederlo solo su di uno schermo. Per capire a pieno come funziona Labo si pensi ad un puzzle 3D, in cui ogni pezzo unito agli altri va a formare una struttura, ad esempio una casetta di cartone, o uno zaino. Si pensi ora di poter interagire con questa struttura, di poter tirare dei fili, di poter premere dei pulsanti di cartone. L’innovazione è riposta nel fatto che, tramite dei controller wireless, utilizzando gli oggetti in cartone si interagisce con uno schermo digitale, con un videogame.

Si suona il pianoforte, si risolvono degli enigmi, si giocano dei mini-game, si guida una moto, si diventa un robot che si muove con i movimenti del nostro corpo. Niente di meglio da chiedere per chi è fan dei giochi anni ’90 o per chi si vuol cimentare in un passatempo ‘antico’ come costruire un modellino, senza però rinunciare alla tecnologia di oggi. È come un tuffo nel passato, ma tenendo ben presenti in mente quelle che sono le necessità del giocatore presente e futuro. Coniugare innovazione e tradizione non è mai banale, tantomeno è semplice. Stando ai primi risultati sul mercato, Nintendo sembra esserci riuscita perfettamente, grazie alla sua capacità di intercettare ed analizzare una domanda inespressa di ritorno al passato e all’aver saputo creare un prodotto che rompe gli schemi dei videogiochi così come li conosciamo.

Nintendo non vende solo videogame, vende una cultura, un modo diverso di vivere il divertimento. Non più una continua ricerca delle migliori performance tecnologiche, ma una valorizzazione di quello che è il vissuto dei propri clienti. Il filone dei ricordi intrapreso e percorso con grande successo negli ultimi anni arriva al proprio apice con Labo, con grande soddisfazione dei ragazzi degli anni 90’, dei nostalgici dei giochi che si toccano e dei papà che si divertiranno un sacco a montare i kit con i propri figli.

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Sono un appassionato di fotografia, un viaggiatore, un amante della buona cucina, uno sportivo che non ha mai sfondato.
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