Plastica di patate: alternativa ai prodotti monouso

Plastica di patate

Inquinamento da plastica e alternative sostenibili

A partire dal 2015 sono state prodotte circa 6,3 miliardi di tonnellate di rifiuti plastici, di cui circa il 9% è stato riciclato, il 12% incenerito e il restante 79% è stato accumulato nelle discariche o nell’ambiente naturale. Le stime suggeriscono che l’ammontare di rifiuti di plastica sarà circa 20 miliardi di tonnellate entro il 2050 (Geyer R., Jambeck J.R. e Law K.L, 2017, Production, use and fate of all plastic ever made, Science Advances).

L’inquinamento da plastica è uno dei principali problemi del nostro pianeta, i dati più eclatanti si registrano da quando il consumo di prodotti in plastica è aumentato in modo esponenziale per il passaggio dai contenitori riutilizzabili a quelli monouso, i cosiddetti “usa e getta”. Queste nuove scoperte sulla produzione e l’utilizzo della plastica hanno modificato, con il tempo, le nostre abitudini rendendoci oggi i soli responsabili delle conseguenze che hanno provocato all’ambiente.

Oggi, infatti, la routine del consumatore medio è decisamente diversa da quella suoi nonni, le persone hanno sempre meno tempo da dedicare alle cose semplici della vita, tanto da essere alla continua ricerca di tutto ciò che risponde ai criteri della velocità e dell’economicità, trascurando l’amore e la cura per l’ambiente che ci circonda.

Per esempio, è ormai da anni diffusa l’abitudine di consumare pasti veloci prediligendo per le soluzioni fast: Mc Donald’s, Burger King, KFC e molti altri fast-food che si stanno pian piano espandendo sul mercato. Il problema della plastica li riguarda molto da vicino in quanto contribuiscono in maniera non irrisoria all’inquinamento utilizzando posate, piatti e contenitori di plastica che impiegano dai 100 ai 1000 anni per decomporsi.

Dal 24 ottobre 2018 le catene di fast-food son chiamate a fare i conti con la legge approvata dal Parlamento Europeo che sancisce il divieto totale degli oggetti di plastica monouso a partire dal 2021. La legge tenta di mettere un freno all’abuso della plastica e di sensibilizzare le imprese in materia di sostenibilità: bisogna dire NO ALLA PLASTICA.

Ecco che questa decisione ha dato il via alla ricerca di alternative alla plastica. Fra le tante, la Repubblica.it mette in evidenza quella del giovane designer svedese, Pontus Törnqvist, che a partire dai fast-food, potrebbe rivoluzionare il mondo dell’”usa e getta”. Egli ha ideato e realizzato una linea di buste, bicchieri, forchette e coltelli, utilizzando la plastica di patate, un materiale biodegradabile realizzato con fecola di patate, acqua e glicerina.

La fecola di patate è già utilizzata nelle industrie farmaceutiche e cosmetiche con successo e l’idea di introdurla nella produzione di plastica potrebbe essere una grande riuscita. Il procedimento per realizzare i prodotti è molto semplice: i tre ingredienti vengono mescolati, scaldati ed una volta che il composto si è addensato viene versato negli appositi stampi ed infine infornato.

In un’intervista il giovane afferma che il primo modello è nato da un errore ma, una volta perfezionato, ha reso l’invenzione innovativa e funzionale: le posate non solo sono resistenti e flessibili come le posate di plastica odierne, ma possono essere mangiate dopo aver consumato il pasto.

La plastica di patate ha dei vantaggi essenziali: il materiale utilizzato non inquina, si decompone entro due mesi e per ultimo, ma non meno importante, contrasta lo spreco di cibo; nel paese del giovane, infatti, circa il 20% di patate coltivate viene scartato e trasformate in amido. Il giovane sostiene che il progetto potrebbe migliorare, soprattutto nel design sacrificato per la funzionalità.

Fra i più popolari fast-food, nel Regno Unito e in Irlanda, Mc Donald’s ha già fatto un primo passo verso la sostenibilità sostituendo le cannucce di plastica con quelle di carta, ma l’idea geniale di Törnqvist potrebbe essere la vera soluzione di cui il nostro pianeta ha bisogno.

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Ho 23 anni, sono nata a Pisa e mi sono diplomata a febbraio del 2018 in Economia e Management: Marketing e Produzione. Oggi sono una studentessa del corso di laurea di II livello Marketing e Ricerche di mercato e vorrei specializzarmi in Food Marketing, proprio perché cucinare è la mia più grande passione. Mi piace viaggiare e scoprire cose nuove, ma adoro condividere il tempo con la famiglia e gli amici. Mi auguro un domani di poter far ciò per cui ho studiato e essere felice della mia vita lavorativa.

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