Un diamante non è per sempre: al via la produzione di diamanti sintetici con Lightbox

Diamanti sintetici Lightbox

“Diamonds are a girl’s best friend” cantava Marilyn Monroe.

“A diamond is forever” annunciava De Beers per rendere il matrimonio delle famiglie americane e l’amore di coppia un concetto saldo e allo stesso tempo unico e prezioso.

Ma la stessa De Beers, colosso americano dell’oreficeria in materia di gemme e pietre preziose, riformula lo slogan di successo, che spopolò negli anni 50, trasformandolo in “un diamante non è più per sempre”. Nasce, così, una nuova concezione di gioiello, creato in laboratorio e accessibile a tutti, un diamante che permette di ottenere un certo status assicurando prezzi più contenuti.

I nuovi “gioielli in provetta” saranno acquistabili da settembre, scegliendo gli Stati Uniti come paese di lancio, tramite apposito e-store, e i prezzi oscilleranno tra i 200 (per diamanti da 0,25 carati) e gli 800 dollari (per diamanti da un carato).

 «Lightbox trasformerà il settore dei diamanti sintetici offrendo ai consumatori un prodotto di laboratorio che ci chiedevano ma che non riuscivano ad avere: si tratta di gioielleria accessibile, che può anche non essere per sempre, ma che è perfetta per il momento» Bruce Cleaver, CEO De Beers

Ma come nasce un diamante sintetico?

I passaggi sono essenzialmente quattro:

  1. Viene inserito una sezione di cristallo definito seme in una camera sottovuoto per eliminare le impurità dell’aria;
  2.  Si crea un gas molto ionizzato, detto plasma;
  3. I gas liberano atomi di carbonio che circondano il cristallo-seme;
  4. Gli atomi liberati ricalcano perfettamente la struttura cristallina del diamante organico.

La sola differenza fra le gemme naturali e quelle artificiali è che se le prime impiegano un miliardo di anni a formarsi, anche a centinaia di metri di profondità nel sottosuolo, le altre nascono in laboratorio e nel giro di tre giorni (ilsole24ore.com).

Il diamante sintetico nascente sarà talmente identico a un diamante naturale, estratto da chilometri e chilometri di terra, da essere, forse, riconosciuto soltanto da un perito esperto dotato di appositi e costosi strumenti di riconoscimento.

Ciò comporta un’importante questione.

Il rischio di pagare una pietra sintetica come una naturale è dietro l’angolo, tanto più che il prezzo dei sintetici tende a scendere del 50% ogni 18-24 mesi, visto anche l’aumento esponenziale della loro produzione.

Infatti, Lightbox sarà pronta ad assicurare la trasparenza sulla provenienza dei diamanti, data appunto la difficoltà di riconoscimento tra diamanti naturali e sintetici, per rassicurare consumatori e rivenditori.

Lightbox presenta un gioiello innovativo, identico all’occhio a un diamante naturale, che mantiene una qualità del prodotto molto elevata, con caratteristiche di design, e venduto a prezzi inferiori così da poter essere identificato come una sorta di “lusso accessibile”. Un lusso che, a differenza del passato, non deriva dalla preziosità e unicità della pietra, formatasi naturalmente per anni nel sottosuolo, ma dal brand stesso.

Una riflessione sorge spontanea.

Lightbox lancia un chiaro messaggio: “apparire è più importante che essere”. Pagare per acquistare un prodotto del tutto identico a quello originale ma, sotto un certo punto di vista, “falso”, costruito in laboratorio. Pagare per acquistare un prodotto per lo status e l’immagine che comunica di sé agli altri.

La forza di questa nuova concezione di alta gioielleria accessibile non consiste nella qualità e nell’unicità del prodotto, come avviene invece nella gioielleria tradizionale, ma nel Brand stesso.

L’industria che supera la Natura.

Uno status che non viene comunicato più attraverso il possesso di beni preziosi e pregiati, accessibili a pochi, quanto più nel vestirsi e addobbarsi di loghi e marchi riconosciuti e apprezzati dalla massa.

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Sono una studentessa del corso di laurea in Marketing e Ricerche di mercato dell’Università di Pisa. Sono una sportiva, appassionata di Bodybuilding: metto passione in tutto ciò che credo e mi impegno al massimo per raggiungere gli obiettivi prefissati. Un giorno vorrei lavorare come Brand/Product Manager per una grande azienda operante nel settore sportivo, alimentare o della cosmesi.
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