Le società benefit in Italia e il caso del social network ecosostenibile greenApes

Social ecosostenibile greenApes

In un contesto in cui le aziende pongono sempre più attenzione verso le pratiche di Responsabilità Sociale e i consumatori considerano questi aspetti nelle loro decisioni di acquisto, un nuovo modello di impresa sta emergendo: la Società Benefit.

Si tratta di un modello rivoluzionario di impresa che genera, volontariamente, nell’esercizio della propria attività, oltre lo scopo di lucro anche una o più finalità di beneficio comune. L’Italia è il primo paese al di fuori degli Stati Uniti ad aver consentito l’introduzione di questa forma societaria che modifica lo statuto delle imprese mettendo “nero su bianco” gli obiettivi sociali ed ambientali delle stesse.

La mia ricerca svolta per la tesi di laurea in Marketing e Ricerche di Mercato presso l’Università di Pisa mira ad indagare il fenomeno delle Società Benefit e B-corp in Italia e in particolare ad analizzare il caso studio della società benefit e B-Corp italiana GreenApes, social network che consente di condividere le proprie esperienze con persone che nutrono la stessa sensibilità per l’ambiente. Di seguito presento i principali risultati ottenuti.

Le società benefit

Dall’analisi svolta risulta che sono 160 le aziende in Italia che hanno modificato lo statuto per diventare società benefit (dati aggiornati al 28 febbraio del 2018). È stato considerato il settore di appartenenza, evidenziando un’importante diversificazione di settori che compongono il portafoglio delle società. Si può affermare che la maggior parte sono aziende che appartengono al settore del commercio, seguite dal settore dei servizi di consulenza.

La maggior parte sono aziende profit che offrono processi per investire nella socialità e nell’organizzazione all’interno della comunità. Ad esempio, nel settore del commercio troviamo società che utilizzano materiali innovativi e/o riciclati al fine di assicurare la sostenibilità ambientale.

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Settore società benefit

 

Le B-Corp italiane

Sono 66 le aziende che hanno ottenuto la certificazione B-Corp, tra cui 26 delle stesse sono anche società benefit (dati aggiornati al 28 febbraio del 2018). In questo caso, la maggior parte sono aziende profit che offrono consulenza strategica-operativa, seguite dal settore commercio. Troviamo anche aziende che investono nel biologico e nel rispetto all’ambiente ma soprattutto che hanno l’obiettivo di produrre beneficio sul territorio e sulle persone. Inoltre, dall’analisi del fenomeno risulta che in Italia nell’anno 2016 e 2017 è stato raggiunto il numero di ben 51 certificazioni, confermando che ci troviamo in un fenomeno in rapida crescita.

Settore B-Corp

Volendo analizzare il fenomeno da vicino è stato esaminato il caso studio greenApes, azienda che oltre ad avere ottenuto la certificazione B-Corp, si è anche trasformata in società benefit. L’analisi riguarda un’intervista alle community manager di greenApes, dove l’obiettivo è stato quello di analizzare le funzioni dell’attività sia on-line che off-line.

Il social network greenApes

Nasce a Firenze la divertente piattaforma online e mobile, greenApes, per condividere le proprie esperienze con persone che nutrono la stessa sensibilità per il tema ambiente. Firenze è stata la prima città a premiare i cittadini sostenibili, grazie al co-fondatore della start-up Gregory Eve, ideatore di greenApes, insieme a Renato Orsato, Francesco Zingales e Develer srl. Da quest’anno greenApes si troverà anche a Milano e Torino. La giungla è una metafora di un ambiente in cui tutti ci muoviamo, ricco di informazioni, possibilità e scelte.L’obiettivo è quello di creare una community internazionale, interessata alle sorti del pianeta e di individuare le scelte più coerenti, in modo solidale, senza sentirsi isolati. Da qui deriva il claim: “you are not alone in the jungle”.

GreenApes letteralmente significa “Scimmioni verdi”. Tutti gli utenti che si iscrivono al social network lo diventano. Poi si inizia a far crescere la propria pagina condividendo le proprie “buone azioni verdi” e altre proposte, idee e domande. Puoi condividere varie azioni come andare in bici, comprare oggetti di seconda mano, fare volontariato. Ogni post infatti può essere “applaudito”: più si è bravi e più la community applaude. In questo modo si ottengono i cosiddetti “bankoNuts” (noci di cocco) che “attraverso un sistema di gamification” fanno guadagnare punti. Più noci di cocco si posseggono, più si sale nella classifica con la possibilità di vincere dei premi.

Ci sono due versioni di greenApes, una dedicata agli utenti e una per medie e grandi imprese che vogliono coinvolgere attivamente i dipendenti nella riduzione degli impatti ambientali e nell’attività di CSR (Corporate Social Responsibility)..

Il questionario

È stata effettuata un’indagine online per misurare principalmente l’attenzione verso la responsabilità sociale ed ambientale dei Millennials e per analizzare il rapporto con il social network greenApes indirizzando le domande agli utenti della community.

Alla luce dei risultati ottenuti dall’analisi dei dati quantitativi si può giungere ad alcune considerazioni. La maggior parte dei rispondenti cerca di ottenere un impatto positivo sul mondo che li circonda prendendo in considerazione le tematiche ambientali e sociali. Il risultato sull’importanza delle questioni legate all’ambiente e all’utilità dei prodotti sostenibili sembrerebbe essere allineato alle ricerche recentemente condotte sul fenomeno.

Per esempio, nella ricerca condotta dalla Nielsen Company Survey (Italy) viene sottolineato che in cima alle preferenze degli intervistati italiani e globali ci sono la sostenibilità del prodotto e la sua provenienza dal commercio equo-solidale. Inoltre più della metà di tutti gli intervistati, soprattutto Millenials, si dichiarano disposti a pagare un sovraprezzo per l’acquisto di alimenti benefici per la salute.

I valori non del tutto positivi riguardano invece le affermazioni ambientali riportate sulle confezioni dei prodotti o le affermazioni fatte per la promozione di un prodotto sostenibile. Questo ci permette di percepire un po’ di scetticismo da parte dei rispondenti nei confronti della promozione delle attività sostenibili. Molte aziende investono nella pubblicità con l’obiettivo di veicolare messaggi riguardanti il loro impegno sostenibile verso l’ambiente e verso la società, ma evidentemente dalla maggior parte dei rispondenti si percepisce che questi sforzi non sempre riescono ad attenuare lo scetticismo dei consumatori.

Per quanto riguarda invece la sezione riguardante gli utenti del social network greenApes, si evince un atteggiamento positivo nei confronti della funzionalità e utilità della community greenApes. In particolare gli utenti si sentono coinvolti non solo nella condivisione dei contenuti green ma anche nella ricerca di informazioni legate alla salvaguardia dell’ambiente stimolando quindi l’interazione con gli altri membri della community stessa.

Ringrazio la Dott.ssa Annamaria Tuan per l’aiuto che ha saputo darmi nella realizzazione della mia tesi e per la passione che è riuscita a trasmettermi in questi mesi. Infine, ringrazio le community manager di greenApes per aver partecipato all’intervista e per la cooperazione alla divulgazione del questionario all’interno della community.
Speriamo di parlare di altre idee o progetti di notevole consistenza per il futuro come quello di greenApes.

Mariangela Lentini

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