Temporary shop: Amazon Loft for Xmas, il primo negozio Amazon in Italia

Temporary shop Amazon loft

Milano – Ha chiuso il primo temporary shop italiano di Amazon, dopo undici giorni di apertura (dal 16 al 26 novembre 2018), che ha riscosso un gran successo ed interesse tra la popolazione milanese e non solo. L’apertura non è stata casuale, ma anzi è stata studiata a tavolino nei minimi dettagli, per includere in esso sia il Black Friday (23 novembre 2018) che il Cyber Monday (26 novembre 2018, giorno della chiusura) ma anche per inaugurare l’inizio delle festività natalizie.

Amazon Loft for Xmas: dall’online all’offline

Primo store italiano del colosso dell’e-commerce che ha permesso ai consumatori di poter toccar con mano molti prodotti a marchio Amazon ma anche moltissimi prodotti presenti nel marketplace.

Non mancano però le innovazioni nell’interazione tra prodotto e consumatore, come lo Smile Code che dà la possibilità di scannerizzare il codice QR per poter avere maggiori informazioni, consultare le recensioni e acquistare online il relativo prodotto, attraverso l’app mobile di Amazon e riceverlo a casa o nei locker presenti nello store. Quindi, in realtà, non può esser considerato un vero e proprio negozio, come siamo abituati a pensarlo, ma bensì è assimilabile di più ad una vetrina fisica dove ci si può immergere nel mondo di Amazon e poter valutare gli acquisti da effettuare online.

L’iniziativa “visionaria” di Amazon Italia è in controtendenza con la maggior parte delle aziende, che da un negozio fisico decidono poi di aprirsi e sfruttare il canale online, quindi dell’e-commerce, mentre Amazon ha deciso di aggiungere al commercio elettronico, anche la vendita fisica tramite i punti vendita (mercato offline). Strategia che già con le aperture degli Amazon Go e l’acquisizione di Whole Foods. Il temporary store di Amazon è quindi un ulteriore esempio di questa strategia che segue quelli citati come pure gli  Amazon 4-stars o ancora gli AmazonBooks

Interior design e offerta temporanea

Lo stile dello store ricorda una casa, in cui vengono presentati tutti i brand più noti ai clienti di Amazon, dove sono stati proposti secondo un programma dettagliato eventi live, workshop, showrooms e showcooking e molto altro con la partecipazione di testimonial, artisti (Benji e Fede, Elisa, Cristina D’Avena) e grandi aziende come (P&G, HP, Microsoft) cercando di coinvolgere i clienti e attirare quelli potenziali rendendo l’interazione sempre più attiva e interessante, rispetto ai negozi tradizionali, considerando anche le differenze di clienti e quindi le subculture di genere, età ed etnia. Inoltre si è dato ampio spazio alle iniziative sociali portate avanti da Amazon in collaborazione con altre aziende come P&G a sostegno di Save The Children, la Lega del Filo D’oro, etc.

Tutto questo è reso possibile anche dal format del punto vendita che grazie alle sue sei sale divise per categorie merceologiche, tra le quali la sala della tecnologia con i brand Microsoft, HP, Xbox, Sony e tanti altri, il settore dei beni di consumo e cosmetici con P&G, Oral B, Pantene, quello dell’abbigliamento e ancora quello dei giocattoli dove è stata ricreata una cameretta con tutti i personaggi dei cartoni Disney con la presenza anche in quest’area dei prodotti Lego, Barbie, Clementoni e appunto Disney.

Di seguito riportiamo alcuni dei prodotti presenti nello store:

  • eReader Kindle e il tablet Fire;
  • Echo, altoparlante con intelligenza artificiale (Alexa), per cui sono state anche effettuate delle dimostrazioni del suo uso con la partecipazione di attori che interagiscono con il dispositivo e coinvolgono i visitatori;
  • Naptime, una maschera per addormentarsi più velocemente e svegliarsi riposati;
  • Garmin Vivosmart 4 Smart Fitness Touch;
  • Furbo, videocamera per cani HD, con WiFi, etc.

Temporary shop: marketing prima di tutto

I punti vendita temporanei, aperti solo per qualche settimana l’anno (di solito massimo 30 giorni anche per aver vantaggi fiscali ed amministrativi), sono progettati e definiti come strumenti commerciali e di marketing per:

  • Incrementare le vendite;
  • Effettuare il lancio di un nuovo prodotto;
  • Proporre collezioni speciali o anche prodotti a edizione limitata
  • Promuovere o rafforzare un brand;
  • Fidelizzare la clientela al brand e instaurare una relazione duratura
  • Attrarre e “catturare” i potenziali clienti e trasformarli in clienti.

Un altro aspetto da considerare quando si parla di temporary store riguarda l’offerta. Essa dovrà esser attraente e ciò si raggiunge anche grazie alla caratteristica di temporaneità che svolge un ruolo chiave nella psicologia del consumatore (molto spesso per enfatizzare questa caratteristica viene posto all’interno del punto vendita un countdown che scandisce i giorni che mancano alla chiusura), ma anche con l’uso di testimonial e la creazione di eventi.

Infine, cerchiamo di evidenziare i punti principali per la definizione di una strategia di questo tipo:

  • La comunicazione è fondamentale e ha un ruolo critico. Le iniziative pubblicitarie devono incominciare molto prima dell’apertura con lo scopo di creare curiosità e attesa nei clienti e anche nei potenziali clienti, oltre che dare le dovute informazioni sul punto vendita. Mentre sarà difficile comunicare e farsi conoscere durante il periodo d’apertura limitato;
  • Scelta della location e del periodo d’apertura. Per quanto riguarda la location dev’essere valutata e selezionata con molta attenzione, possibilmente in zona centrale o in una posizione strategica. Quasi sempre vengono scelte come base le principali città, nel caso dell’Italia: Milano, Roma, Firenze, Bologna, etc.
  • Oltre alla location, gioca un ruolo importante anche il design interno, l’arredamento e la scenografia del punto vendita, che dovrà esser di grande impatto, innovativo, seducente, fantasioso e trasgressivo rispettando comunque i canoni del buon gusto e del senso etico.
  • In riferimento alla scelta della data d’apertura e quindi il periodo d’attività del pop-up store spesso si fa coincidere con un evento importante (sportivo, nazionale, cittadino, ricorrenze storiche o religiose, ma anche consuetudini come il Black Friday o ancora il Cyber Monday esportate dagli USA nei vari paesi);
  • Target e store quality. Solitamente, salvo alcune eccezioni, il target dei temporary shop copre una fascia medio/alta di clienti che conoscono già il brand.
  • Questo perché essendo uno store temporaneo il customer potrebbe dubitare ed esser scettico sulla qualità del prodotto, per questo prodotti di bassa gamma o di brand deboli sul mercato aumentano il rischio di flop.
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Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Pisa e studente del corso di laurea magistrale in Marketing e Ricerche di Mercato. Istruttore di calcio giovanile e osservatore calcistico; appassionato di viaggi, lettura e calcio.
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